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B 1) Progetto Avanguardie Educative

Referenti: Antonietta Novi - Piera Romano

 

A partire dall’anno scolastico 2015-16 e in tutto l’arco del triennio 2016/19 il liceo Mangino ha aderito ad il manifesto delle "Avanguardie educative”,un movimento di innovazione  nato  dall’iniziativa  congiunta  dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa),  e di un  piccolo  gruppo  di scuole fondatrici che hanno sperimentato soluzioni didattiche nuove, più rispondenti alle esigenze di una società  in rapida evoluzione. Il movimento intende soprattutto utilizzare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per cambiare gli ambienti di apprendimento di una nuova generazione di studenti.

In particolare, gli intenti del movimento AE sono finalizzati a:

          trasformare il modello trasmissivo della scuola, adottando modalità di apprendimentoattivo;

          sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere evalutare;

          crearenuovispaziper l’apprendimento;

          riorganizzare il tempo del farescuola;

          riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società dellaconoscenza;

          investire sul "capitale umano” ripensando i rapporti (dentro/fuori, insegnamento frontale/apprendimentotra pari, scuola/azienda,ecc.);

          promuovere l’innovazione perché siasostenibileetrasferibile.

 

In particolare il liceo "Mangino” ha adottato 4 idee del movimento:

Flipped classroom (La classe capovolta )e Spazio flessibile (Aula 3.0).

La Flipped Classroom (La classe capovolta) consente di sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e  dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere, valutare e riorganizzare il tempo del fare scuola. In particolare

·         permette una radicale trasformazione di attività, relazioni e aspettative "capovolgendo” idue

·         elementi cardine dell’esperienza educativa:iltempo a scuola e il tempo a casa;

·         migliora le interazioni educative in classe, ottimizzando di conseguenza il tempo ascuola;

·         trasforma il rapporto docente/ studente, liberando più tempo da dedicare agli studenti che necessitano di maggior supportodidattico;

·         sviluppa e rafforza l’apprendimentoautonomoe l’apprendimentocollaborativotrapari.

L’idea-base della Flipped classroom è che la lezione diventa compito a casa, mentre il tempo in classe è usato per attività collaborative, esperienze, dibattiti e laboratori. In questo contesto, il docente non assume il ruolo di attore protagonista, diventa piuttosto una sorta di "mentor”, il regista dell’azione pedagogica. Nel  tempo a casa  vengonousati video e altre risorse e-learning come contenuti da studiare, mentre in classe gli studenti sperimentano, collaborano, svolgono attività laboratoriali.

 

 

Lo Spazio flessibile (Aula 3.0) permette di superare una didattica  orientata  esclusivamente  allo  sviluppo di conoscenze ed  impostata su  un modello di lezione solo frontale,    favorendo ,invece,  attività  didattiche  centrate sullo studente. Inoltre, consente di sviluppare pienamente le potenzialità delle tecnologie digitali , creando  un ambiente di apprendimento adeguato a supportare pratiche didatticheinnovative.

L’aula 3.0 è  un’aula avanzata, tecnologicamente aumentata, in cui vengono utilizzati device mobili ,che consentono il superamento della stessa dimensione fisica dell’aula tradizionale e l’accesso ad ambienti di lavoro collocati nello spazio virtuale. Lo spazio non solo riconfigura la sua organizzazione in termini di apertura verso l’esterno, ma modifica anche il suo assetto in senso propriamente fisico, tramite modifiche alladisposizione  degli  arredi,  al  fine  di  favorire  una  didattica  innovativa, che privilegia         approcci laboratoriali e collaborativi

Il Progetto "Aul@3.0potrà avvalersi del finaziamentodel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e di eventuali finanziamenti PON 2014-2020

 

Ø Debate

 

Debate è una metodologia che permette di acquisire competenze trasversali che smonta paradigmi tradizionali e favorisce il cooperative learning e la peer education. Consiste in un confronto nel quale due squadre( composte ciascuna di 2 o 3 studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento proposto dall’insegnante, ponendosi in un campo ( pro) o nell’altro (contro). Dal tema prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera,ma dettata da regole e tempi precisi, per preparare la quale sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica. Il debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare fonti, sviluppare competenze comunicative, autovalutarsi, migliorare la propria consapevolezza culturale, nonchè l’autostima.

Ø Contenuti didattici digitali

 

  A tal proposito   sono stati attivati corsi di formazione interna di un toale di 9 ore dal 14/09/ 2016 al 18/10/2016 sui seguenti argomenti:

1)    Strumenti di google: Drive e classroom ( a cura della prof.ssa Piera Romano)

2)    Competenze linguistiche per il Clil ( a cura  dei prof : Roberto Iaccarino, Luisa Scarpati, Ugo Concilio)

3)    Flipped classroom ( a cura delle prof.sse Rosaria Vitiello e Piera Romano)

4)    Cooperative learning ( a cura della prof.ssa Maria Vittoria Loreto)

5)    Utilizzo della Lim e progettazione di una lezione con la Lim (a cura della prof.ssa Rosa Giusto)

6)    Movimento dele Avanguardie educative ( a cura delle prof.sse Antonietta Novi e Piera Romano)

7)    Rubriche di valutazione ( a cura della prof.ssa Piera Romano)

 

B 2)CLIL ( Content and language IntegratedLearning)

La Riforma della Scuola Secondaria di secondo grado, con riferimento all’articolo 6, comma 2 del Regolamento emanato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 89/2010, ha introdotto l’insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL a partire dal terzo anno dei Licei Linguistici . La metodologia CLIL (acronimo di "Content and Language Integrated Learning”, apprendimento integrato di contenuto e lingua) consiste, in pratica, nell’integrare contenuti disciplinari (di Scienze, Fisica, Storia etc.) e  contenuti linguistici, avvalendosi di tecniche glottodidattiche specifiche e di svariate metodologie le quali, in massima parte, mirano a rendere gli studenti attivi e autonomi nell’apprendimento, sollecitando notevolmente, a tal fine, la produzioneoralee scritta,l’ascoltoelaletturainlinguainglese.

I docenti CLIL hanno frequentato con profitto un corso di perfezionamento universitario da 20 CFU (se di ruolo) e sono in possesso di certificazione linguistica di livello B2/C1 rilasciata da enti accreditati dal MIUR. Infine i docenti della scuola si sono impegnati nella frequenza di un percorso di formazione per l’acquisizione delle adeguate competenze didattiche-metodologiche. I docenti che svolgeranno le attività sopra descritte , così come deliberato dal Collegio Docenti sono:

 

Docente

Disciplina

Classe

Prof. Roberto Iaccarino

Scienze

V A-V F

Prof.ssa Carmen Covone

 

 

Storia

V C

Scienze

 

 

 

 

 

 

 

Storia

V C

 V B- VE

Storia

V C

Prof.ssa Rita Cutolo

Scienze

    V C-VD

Prof. Ugo Concilio

Filosofia

III H-III I- lic linguistico

Prof: Ugo Concilio

Filosofia

IV I (in compr.con prof Rita Colucci )

Prof. Ugo Concilio

 Filosofia

    IV H

 

 

Il prof.Ugo Concilio ed il prof.Roberto Iaccarino , in possesso della certificazione linguistica e del corso di perfezionamento universitaro , adotteranno, nelle loro classi, metodologia CLIL in maniera sistematica , mentre le prof.sse Cutolo e Covone svilupperanno soltanto alcune unità didattiche in lingua inglese.

 

 

I professori Concilio, Scarpati, Iaccarino metteranno a disposizione le loro competenze  a favore dei colleghi interessati ad avviare sperimentazioni Clil nelle loro classi attraverso lo sviluppo di moduli didattici in lingua.

B 3)Cooperative Learning

Il cooperative learning (C.L.) per l?importanza che attribuisce al rapporto interpersonale nell’apprendimento, è definito come uno dei "metodi a mediazione sociale”. In questo approccio educativo la funzione docente si modifica arricchendosi di nuovo elementi: l’insegnate è inteso come organizzatore/trice, mediatore/trice e facilitatore/trice delle esperienze di apprendimento. I destinatari dell’azione educativa, senza distinzione per capacità cognitiva e/o diversitàpersonali,etnicheesocio-culturali,vengonoconsideratiessi  stessi apprendimento. Il C.L. utilizzando l’interazione tra pari, siano essi bambini e/o studenti delle superiori, si propone di migliorare il rendimento scolastico e nello stesso tempo realizzare obiettivi di tipo educativo per lo sviluppo della dimensione sociale della persona che apprende. L’obiettivo di non poco conto è di colmare il vuoto creato nel processo di socializzazione dalla crisi delle istituzioni tradizionali. Il cooperative learning non si può definire solo un metodo didattico, in realtà è una filosofia la quale afferma che, ogni volta che le persone si riuniscono in gruppo, i loro obiettivi possono essere soddisfatti più facilmente se lavorano insieme, in collaborazione, invece di competere l?uno con l?altro nell’affrontare i problemi. Cinque sono i principi (competenze di base) che caratterizzano i gruppi cooperativi:

1)     Il principio della leadership distribuita;

2)     Il principio del raggruppamento eterogeneo;

3)     Il principio dell’interdipendenza positiva;

4)     Ilprincipio dell’acquisizionedellecompetenzesociali;

Ilprincipio dell’autonomia del gruppo.

 

Piano nazionale Scuola Digitale

Referente :animatore digitale Prof.ssa Romano Piera

 

Come previsto dalla Legge 107/2015 di riforma del sistema dell’Istruzione all?art. 1 comma 56, il MIUR, con D.M. n. 851 del 27.10.2015 ha adottato il Piano Nazionale Scuola Digitale,non solo una dichiarazione di intenti, ma una vera e propria strategia complessiva di innovazione della scuola, come pilastro fondamentale del disegno riformatore delineato dalla legge. Si  tratta  di un’opportunità di innovare la scuola, adeguando non solo le  strutture e le dotazioni tecnologiche a disposizione degli insegnanti e dell’organizzazione, ma soprattutto le metodologie didattiche e le strategie usate con gli alunni inclasse.

 

Obiettivi del PNSD

        sviluppo delle competenze digitali deglistudenti;

        potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione   delle   istituzioni scolastiche;

        adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance, la trasparenza e la condivisione didati;

          formazione dei docenti per l’innovazione didatticae lo sviluppo della cultura digitale;

          formazione del personale amministrativo e tecnico  per   l’innovazione digitale nell’amministrazione;

          potenziamento delle infrastrutture direte;

          valorizzazione delle migliori esperienzenazionali;

         definizione dei criteri per l’adozione dei testi didattici informato digitale e per la diffusione di materiali didattici anche prodotti autonomamente dalle scuole.

 

Per facilitare questo processo di cambiamento in ogni scuola è stato individuato un Animatore Digitale, una nuova figura che coordina la diffusione dell’innovazione digitale a scuola e le attività del PNSD. Si tratta, quindi, di una figura di sistema e non di un supporto tecnico (su questo, infatti, il PNSD prevede un’azione dedicata, la #26, le cui modalità attuative saranno dettagliate in un momento successivo). Nel caso del Liceo Mangino tale figura è stataindividuata nella persona della prof.ssa Romano Piera.

L?AD sarà formato in modo  specifico  affinché  possa  (rif.  Prot.  N°  17791  del  19/11/2015) "favorire il  processo di digitalizzazione delle scuole nonché diffondere le politiche legate all’innovazione didattica attraverso azioni di accompagnamento e di sostegno sul territorio del Piano Nazionale ScuolaDigitale”.

 

In linea con la Mission e Vision della scuola (in base alle quali un obiettivo importante è proprio la costruzione/ cura di ambienti di apprendimento idonei a favorire l’acquisizione di competenze valoriali, tecniche e culturali che garantiscano il successo formativo e l’inserimento attivo nella società dei nostri studenti attraverso l’innovazione metodologica e organizzativa nel processo didattico-educativo), le azioni previste in tale piano diventano l’espressione delle esigenze di tutte le componenti scolastiche da perseguire attraverso l’impegno e la collaborazione dell’intera  comunità.  Le  modalità  di  formazione  saranno  pertanto  incentrate  sull'uso  di strumenti di condivsione e di collaborazione e su metodi di ricerca-azione anche relativamente all’utilizzo delle ICT

 

Fondamentale risulta la formazione dei docenti in merito ad un quadro teorico di riferimento, in merito alle metodologie didattiche necessarie per la corretta integrazione delle tecnologie nella pratica curricolare. Si punta in tal modo all'acquisizione e/o al perfezionamento da parte dei docenti non solo delle competenze necessarie ad utilizzare le tecnologie, ma anche della capacità di integrare gli strumenti all’interno della pratica didattica.

 

Non di secondaria importanza è il tentativo di colmare il cosiddetto "digital divide” ( o almeno quello che così viene percepito) tra gli studenti (probabili digital natives) e i docenti, che nell’immaginario comune si oppongono all’utilizzo di dispositivi elettronici in classe. Le azioni che saranno attivate, secondo le disponibilità delle risorse umane  e materiali  per ciascun anno  scolastico,  sono  descritte in dettaglio nel  Piano   allegato alpresentePtof.

 

Proprio in relazione al PNSD , il nostro Liceo, come già lo scorso anno, aderisce alla settimana del codice”. Dal 15 al 23 ottobre e nel mese di dicembre  si svolge, infatti, la settimana europea del coding, una campagna di alfabetizzazione funzionale, promossa dalla Commissione Europea per stimolare lo sviluppo e la diffusione del pensiero computazionale, come strumento di crescita individuale e collettiva. Gli allievi delle classi : IC-IE-IM-IIA-II I-IIIA-IIIB-IIID-IVA-IVB-IVD-IVF-VD-VF guidati dai loro insegnanti daranno vita ad attività laboratoriali miranti a potenziare e valorizzare le capacità di attenzione, di concentrazione, di risoluzione dei problemi, nonché l’acquisizione di competenze trasversali.





   
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